Bersani, Renzi e i balletti del PD

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Strani i balletti della politica: Pierluigi Bersani vince le primarie e fa flop alle elezioni. Matteo Renzi perde le primarie e diventa d’emblée l’unica speranza del Partito Democratico.

Tutti nel panico perché il sindaco fiorentino non ha parlato alla direzione nazionale del PD. Anzi, non solo non ha parlato, ma è addirittura andato via. Che abbia deciso di voltare le spalle al suo partito in un momento così tragicomico? Dalle sue parole sembrerebbe di no, infatti, continua a sbandierare la sua fiducia a Bersani. Ma nei fatti le cose come stanno? Mentre tutti lo vorrebbero eroico salvatore della Patria, indicandolo come possibile capo di un governo di responsabilità nazionale, nonché come favorito a guidare il PD, il caro Renzi fa sapere che ha tutte le intenzioni di ricandidarsi a sindaco di Firenze nel 2014. E sul futuro governo cosa dice? Ove mai dovesse vedere la luce, secondo Renzi affonderà presto. E forse per non inabissarsi insieme alla nave, pensa di assicurarsi in tempo una scialuppa di salvataggio. 

Intanto, Bersani ci prova a mantenersi a galla presentando un programma di otto punti in cui fa la lista dei buoni propositi sperando nel sì tanto agognato di Grillo: provvedimenti contro corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, auto-riciclaggio, falso in bilancio e scambio elettorale. E mentre si affanna a convincere tutti, anche se stesso, che l’Italia cambierà pagina, non manca di dare una stoccatina a Renzi “Il problema è l’abbrivo, se avviene, sono più fiducioso di Renzi sulla durata di questo governo perché l’esigenza di cambiamento è conclamata”. E se lo dice Bersani…! 

Così, mentre questo balletto degli eletti, dei trombati, degli indecisi, dei disertori, dei convinti e dei duri e puri, continua senza sosta sul palcoscenico della politica italiana, a noi non resta che restare a guardare un po’ divertiti, un po’ dispiaciuti, ma tanto, tanto in…ferociti.