Berlusconi, a capo chino da Arcore al ghetto

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Berlusconi prima tira in ballo i figli perseguitati e ghettizzati come gli ebrei – paragone incommentabile – e poi si genuflette. Povero Silvio, lo avresti mai immaginato mentre ballavi il bunga-bunga e ti intrattenevi amenamente con nipotine di Mubarak e teatrini burlesque?

I figli di Berlusconi si apprestano a chiedere la grazia, padre consenziente, ovviamente. Fino ad ora l’unica cosa buona rimasta al Cavaliere era quell’ego iper-ipertrofico che gli impediva di chinare il capo di fronte a qualcuno. L’uomo che grazie all’investitura divina, si fregiava di non “dover chiedere mai”, come recita un famoso spot pubblicitario.

Adesso, vista la mala parata, si appresta a chiedere, eccome: rinuncia a quel briciolo di dignità ammettendo la propria colpa, chiedendo al suo superiore Napolitano di essere graziosamente graziato, dal momento che sotto il profilo processuale i suoi legali non ne azzeccano più una. Se sei innocente non chiedi benevolenza a nessuno, lo sei e basta, e lotti in questo senso, pure se perdi le battaglie. Se col passare del tempo perdi pure pure la dignità, rimane ben poco, dell’uomo e del politico.

Auguri, caro Silvio: la genuflessione ti rende ancora più piccolo ti quello che eri prima.

Berlusconi, a capo chino da Arcore al ghettoultima modifica: 2013-11-07T10:49:00+00:00da elegitto
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2 pensieri su “Berlusconi, a capo chino da Arcore al ghetto

  1. ciao Ele, con il mio Ok su OKNotizie ho fatto sparire quel numero 101 che mi ricorda vergognose iniziative segrete del Pd…Non fosse che se Napolitano gli accordasse la grazia ne approfitterebbe immediatamente per dire agli italiani che il Presidente si è accorto della sua innocenza, sarei d’accordo di graziarlo, chiedendo la sua parola d’onore di andarsene dalla politica e dall’Italia, ma proprio per quell’onore che dimostra di non avere in ogni sua manifestazione lasciamolo pure al suo destino che purtroppo coincide ancora con il nostro.Un caro saluto. robi

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